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900-Manola

La leggenda di novecento (atto unico tratto da Novecento di A. Baricco) 2003

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Produzione

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“Succedeva sempre che a un certo punto uno alzava la testa… e la vedeva. E’ una cosa difficile da capire. Voglio dire… Ci stavamo in più di mille, su quella nave, tra ricconi in viaggio, e emigranti, e gente strana, noi.! eppure c’era sempre uno, uno solo, uno che per primo… la vedeva. Magari era lì che stava mangiando, o passeggiando, semplicemente, sul ponte…magari era lì che si stava aggiustando i pantaloni… alzava la testa un attimo, buttava un occhio verso il mare… e la vedeva.Allora si inchiodava, lì dov’era, gli partiva il cuore a mille, e, sempre, tutte le maledette volte, giuro, sempre, si girava verso di noi, verso la nave, verso tutti, e gridava: l’America.”

E’ la storia di un pianista eccezionale, capace di suonare una musica meravigliosa. Il suo nome è Novecento ed è impossibile non esserne rapiti. E’ nato e vissuto sul piroscafo Virginian ed è incapace di scendere ed affrontare la vita sulla terra ferma.La musica, quella che “suona perché l’oceano è grande e fa paura” è l’intera sua vita. E’ una musica che può suonare attraverso ottantotto tasti, una musica infinita attraverso uno strumento finito. Questa è l’unica musica che Novecento sa suonare. La vita vera è tutta un’altra cosa, tutta un’altra musica….

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Manolaatto unico di M. Mazzantini

In questa pièce teatrale, Margaret Mazzantini, la cui indiscussa abilità narrativa è celebrata nel bestseller Non ti muovere, mette in risalto due identità femminili contrapposte: la solare e vitale Anemone, la tenebrosa e depressa Ortensia. La positività contro la negatività, l’esuberante voglia di vivere contro l’infelicità dell’essere.Tali e tante diversità si fondono nell’esilarante abilità di raccontarsi e le due identità contrapposte confluiscono in una monade rappresentativa della femminilità. Anemone e Ortensia, sorelle gemelle dai caratteri opposti e contrapposti, rappresentano le due facce della stessa medaglia, che come un Giano bifronte si manifesta nel dialogo surreale con la silente psicanalista freudiana Manola.

Protagonista della narrazione è l’essere femminile che si scompone e ricompone in miriadi di riflessi, come un’immagine riprodotta su uno specchio infranto.Tale è l’abilità narrativa dell’autrice che i monologhi di Anemone e Ortensia si snodano con sagace ironia, con avvincente espressione stilistica, fino al punto in cui il lettore scoprirà la possibile l’inversione dei ruoli, la sovrapposizione delle due identità, che ben lungi dall’essere estranee e distinte, si rivelano come volti contemporanei dell’anima femminile.






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